31) Jaspers. Sul rapporto tra filosofia e religione.
Secondo Jaspers il rapporto tra filosofia e religione 
conflittuale ed  una battaglia che ha per scopo la verit. Per la
filosofia esiste un suo specifico approccio alla verit, che
Jaspers denomina  philosophia perennis , la quale non appartiene
a nessuno in esclusiva. La religione comunque  utile alla
filosofia perch la mantiene nell'inquietudine.
K. Jaspers, Der philosophische Glaube, Mnchen-Zrich, 1948-1981
7, traduzione italiana di U. Galimberti, La fede filosofica,
Marietti, Torino, 1973, pagine 119-112 (vedi manuale pagina 433).
Da millenni filosofia e religione sono in un rapporto di reciproca
alleanza o di ostile opposizione.
All'origine esse procedono insieme nei miti e nelle cosmogonie,
pi tardi nella teologia, in quanto la filosofia ne assume
talvolta le vesti cos come spesso assume quelle della poesia e
pi ancora quelle della scienza.
Ma quando si separano, la religione diventa per la filosofia il
mistero pi grande che in nessun modo essa riesce a concepire. Il
culto, la pretesa di una comunit religiosa di fondarsi sulla
Rivelazione e di aver quindi diritto al potere, la sua
organizzazione, la sua politica, il significato che la religione
attribuisce a se stessa, sono per la filosofia oggetto di studio.
In questo atteggiamento di ricerca  gi presente il germe del
conflitto. Dal punto di vista filosofico, la lotta  solo un
conflitto che si combatte, coi mezzi dello spirito, per la verit.
Religione e filosofia non sono due creazioni univoche che possono
essere confrontate tra loro come due punti fissi. Al contrario
esse si trovano in un processo di trasformazione storica, anche se
entrambe acquistano in ogni tempo il loro significato solo in
relazione a una verit eterna che la rispettiva veste storica, a
un tempo occulta e le trasmette. Io non posso parlare di una
verit religiosa eterna. La verit filosofica  la philosophia
perennis che nessuno pu pretendere di far sua in esclusiva,
perch  ci intorno a cui agisce ogni pensare filosofico,  ci
che  presente ovunque, questo pensiero  reale e autentico.
[...].
Enumeriamo alcuni tratti che caratterizzano la differenza tra
religione e filosofia.
La religione implica un culto che la lega a quella particolare
comunit di uomini che lo praticano;  strettamente legata a un
mito; alla sua essenza appartiene quel reale rapporto che si
instaura tra gli uomini e la Trascendenza; si tratta; di un
rapporto che nel mondo si presenta nella forma del sacro,
completamente separato da ogni realt profana. Se il sacro non
esiste o viene rifiutato, svanisce il tratto caratteristico della
religione. Per lontano che si spinga la nostra memoria storica,
non possiamo non constatare che l'umanit intera vive ed  vissuta
religiosamente; questo fatto  un indizio non trascurabile della
verit e dell'essenzialit presente nella religione.
La filosofia, invece, non conosce come tale alcun culto, alcuna
comunit diretta da preti, alcuna santit che nel mondo sia in
grado di distinguersi da ogni altra realt del mondo. La filosofia
ha presente ovunque e in ogni tempo ci che la religione localizza
in qualche luogo. Nel singolo essa si sviluppa in libere relazioni
umane, che non sono sociologicamente condizionate, e non
necessitano della garanzia di una comunit. La filosofia non ha
riti e non dispone di miti intesi come originariamente reali. A
trasmetterla, onde consentirne l'appropriazione,  una libera
tradizione che di volta in volta si trasforma. Anche se appartiene
all'uomo in quanto uomo, essa si rivolge solo al singolo.
La religione tende ad incarnarsi, la filosofia tende solo a una
certezza efficace. Per la religione il Dio dei filosofi  povero,
scolorito, vuoto, con disprezzo essa chiama l'atteggiamento
filosofico deismo; per la filosofia le incarnazioni religiose
occultano ingannevolmente la divinit e danno la falsa impressione
di avvicinarla. La religione considera il Dio della filosofia una
mera astrazione, la filosofia diffida delle seducenti immagini
religiose di Dio, essa teme l'idolatria per grandiosi che siano
gli dei.
Novecento filosofico e scientifico, a cura di A. Negri, Marzorati,
Milano, 1991, volume secondo, pagine 314-316.
